Alessandro Marcucci Pinoli per la creazione dell'Hotel-Museo Alexander, sul lungomare di Pesaro, in cui l'ospitalità si coniuga con l'arte figurativa. L'Alexander Museum è il frutto di quattro anni di lavoro in cui sono stati coinvolti ingegneri, architetti e soprattutto artisti famosi ed emergenti. Un'opera d'arte unica, una fucina di attività alimentata costantemente da convegni e seminari sull'arte e per l'arte.

 

 

 

 



Anna Maria Reggiani, direttrice regionale dei Beni culturali e paesaggistici d'Abruzzo. La sua figura (in quell'ospedale delle Madonne terremotate che è il laboratorio di restauro allestito nel Museo archeologico di Celano subito dopo il terremoto dell'Aquila), attorniata da centinaia di Madonne con o senza Bambino, Gesù Crocefissi, Angeli e Santi, tutti con un braccio rotto, una gamba spezzata, una ferita sul viso o sul petto, è diventata il simbolo dell'esercito del restauro che opera per riportare a casa i quadri, le sculture e gli oggetti d'arte coinvolti nei crolli di chiese e di musei a seguito del sisma del 6 aprile 2009.

 

 


 



Ahmet Haluk Dursun,
direttore del Museo di Santa Sofia a Istanbul, coordinatore dei lavori di restauro che hanno fatto tornare a vita nuova l'edificio-simbolo della megalopoli sul Bosforo diventata capitale europea della cultura per il 2010 e uno dei monumenti più importanti nella storia dell'umanità. La storia di questo monumento con la cupola restaurata e interamente visibile e godibile per la prima volta dopo 17 anni, è lunga 1.700 anni, a cavallo tra fedi e culture diverse. Oggi un museo dopo essere stato chiesa e moschea, Santa Sofia è stata restituita agli oltre due milioni di turisti che la visitano ogni anno in tutta la sua sfolgorante bellezza. Oltre alla decorazione della cupola, sono state interessate dall'intervento anche le arcate delle finestre e soprattutto i pennacchi, che hanno riportato alla luce il viso dei quattro angeli di epoca bizantina, nascosto per 160 anni. Un lavoro da certosini, compiuto grazie al materiale iconografico in possesso della direzione su come fosse la Basilica nei secoli precedenti.

 




 

Scuola regionale di conservazione e restauro dei beni culturali del Friuli Venezia Giulia, diretta da Alessandro Giacomello, per aver portato a termine il progetto di cooperazione internazionale "Salvaguardia delle biblioteche del deserto" in Mauritania. Il progetto, avviato nel 2007, ha consentito la formazione di 12 specialisti mauritani che lavorano in cinque laboratori appositamente attrezzati nella capitale Nouakchott e nelle quattro città storiche di Ouadane, Chinguetti, Tichitt e Oualata, inserite nella lista del patrimonio mondiale dell'umanità dell'Unesco in quanto esempi eccezionali di insediamenti costruiti in funzione delle vie commerciali del Sahara, di cui testimoniano i contatti culturali, sociali ed economici avvenuti nell'arco dei secoli.

 


 

Ilaria Dagnini Brey, scrittrice e giornalista di origine padovana, da vent’anni residente a New York, autrice del volume "Salvate Venere!" (Mondadori 2010), la storia sconosciuta dei soldati alleati che salvarono le opere d'arte italiane nella Seconda guerra mondiale.

 



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Brunello Cucinelli, imprenditore-filosofo alla guida di un'azienda leader mondiale del cachemire, per il recupero del borgo trecentesco di Solomeo alle porte di Perugia, dove è nata la moglie Federica, con il restauro delle case dei lavoratori e del teatro in stile rinascimentale, per fare, del tempo del lavoro, anche un modo più umano di vivere. La lana, il teatro, gli affari e le arti: mettere tutto insieme sembrava impossibile, se non nel Rinascimento. Cucinelli, figlio di una famiglia contadina e diventato imprenditore illuminato dello stampo degli Olivetti avente come modelli San Francesco e Socrate, ce l'ha fatta. E la giuria del premio Rotondi gioisce con lui.

 

 


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Gabriele Miconi, funzionario dei Vigili del fuoco, in servizio presso il Comando Provinciale di L’Aquila, ha partecipato, fin dai primi minuti, dopo la scossa delle ore 3.32, al coordinamento delle operazioni di soccorso, per l’estrazione, da sotto le macerie, delle persone rimaste sepolte. Terminata questa fase, ha iniziato il lavoro relativo alla messa in sicurezza del patrimonio artistico e architettonico della zona. Successivamente, con nota ministeriale n. 1065 del 22 aprile 2009, Miconi ha ricevuto l’incarico di coordinare l’attività svolta dalle squadre SAF speleo alpino fluviale i Vigili del fuoco nelle zone colpite dal sisma. Incarico che svolge tuttora, in maniera continuativa, dando dimostrazione di professionalità e ottime capacità organizzative, che hanno permesso di portare a compimento numerose e complesse operazioni di messa in sicurezza, di beni artistici e monumentali.


 


 

Susanna Agnelli per il salvataggio dell’altare ligneo del '700 nella chiesa dell’Assunta di Vico Equense. Era un pomeriggio del febbraio 2000. L'architetto napoletano Antonio Irlando stava camminando nel borgo campano e davanti agli occhi gli apparve la Agnelli. «Un incontro della Provvidenza» ha raccontato poi ai cronisti. «Un incontro che mi ha fatto scoprire una donna meravigliosa e salvare un patrimonio storico». L' altare ligneo del '700 era abbandonato dentro la chiesa dell' Assunta di Vico Equense che proprio Irlando in quel momento stava restaurando. «Un' opera meravigliosa quell'altare, rivestito di corallo, perline, pasta di vetro, madreperla. Inutilmente avevo cercato di segnalarlo a tutte le Soprintendenze: non erano previsti fondi per il suo restauro». Non era previsto, però, nemmeno l' arrivo di Susanna Agnelli. Che non esitò a visitare l' altare. E una volta lì Susanna Agnelli non ha esitato di nuovo: per scoprire l' altare si è inginocchiata, incurante della polvere e dei detriti.Poi rivolta a Irlando ha detto: «Scriverò un pezzo sulla rubrica che ho su "Oggi" per questo altare». L' architetto aveva sperato ben di più. E non poteva immaginare che sulla sua rubrica Susanna Agnelli avrebbe cominciato in prima persona una crociata per l' altare: «Aiutatemi a trovare i soldi», scrisse. E scese in campo la Banca europea di investimenti: 220 milioni di vecchie lire. Ma non solo. La senatrice si curò in prima persona di selezionare le ditte e curare i lavori di restauro, spiega Irlando, con un magone nel cuore: proprio di recente aveva invitato Susanna Agnelli a tornare a vedere il suo altare. Questa volta inutilmente.

Tour Virtuale

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