A Flavio Fabbri, Silvano Tiberi, Antonio Fontanoni, Giancarlo Ugolini e Bianca Maria Capriotti.
L’Arca di carta: un paese vuole conoscersi, un gruppo di lavoro che da anni ha intrapreso la strada editoriale (e non solo) per far affiorare dal pozzo della memoria la storia e le storie di Sassocorvaro. Ad oggi sono state realizzate 18 monografie, ma altre sono già in cantiere.

La cerimonia di consegna del premio, una scultura appositamente ideata dallo scultore iracheno Selim Abdullah (artista che vive e lavora tra Lugano, Milano e Parigi) è stata fissata per sabato 11 aprile 2015 a Sassocorvaro.




A Mario Micheli, docente all’Università di Roma 3, per il progetto Italia – Cina, che ha avuto in lui un autorevole motore creativo. Il Sino-Italian Conservation Training Center, creato a Pechino dall’Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente nel 2003 attraverso finanziamenti a dono della Cooperazione Italiana allo Sviluppo, rappresenta l’iniziativa di maggiore successo promossa dall’Italia all’estero nel settore del restauro e della conservazione del Patrimonio Culturale. Il Centro, a cui è affidato il coordinamento di tutte le attività formative del settore per l’intero Paese, occupa una superficie totale di 2.000 mq. e dispone di aule didattiche e laboratori scientifici e di restauro di avanguardia. Nei sette anni di collaborazione con l’Italia sono stati attivi nel Centro oltre 60 esperti italiani selezionati nelle più importanti università e istituzioni scientifiche italiane. Sono stati formati ben 489 specialisti provenienti dall’intera Cina, oltre a 93 tecnici di paesi stranieri dell’Asia, Africa e Medio Oriente. Gli specialisti cinesi formati dall’Italia operano oggi in oltre 100 tra musei, istituti di ricerca archeologica, centri di conservazione e siti storici e costituiscono la più ampia rete culturale specialistica di matrice italiana all’estero. Micheli è stato co-autore del progetto e condirettore del Centro dal 2003 fino al 2010 assieme al prof. Zhan Chang Fa.

 


 






Il premio va all’architetto Mihai Antoniu e ai suoi collaboratori per aver favorito la rinascita, dopo lunghi anni di abbandono, degli storici khan rumeni a Bucarest, locande-alberghi nati per ospitare i mercanti in transito e gli scambi commerciali tra il ‘700 e l’800 e diventati l’epicentro commerciale, e anche della cultura e della movida della capitale romena. Salutiamo così la nuova vita di una delle meraviglie dell’architettura mondiale.

 








Ad Alessandro Bruschettini, collezionista e profondo conoscitore della cultura islamica, nipote dell’omonimo grande batteriologo di origine marchigiana (Alessandro Bruschettini, nato a Senigallia nel 1868) per essersi da sempre dedicato allo studio e alla promozione dell'Arte islamica e asiatica. Attraverso la "Fondazione Bruschettini”, da lui costituita a Genova negli anni Ottanta del ‘900 (giuridicamente riconosciuta nel 2012), ha contribuito all'organizzazione di convegni e alla pubblicazione, oltre che dei relativi atti, di ricerche scientifiche sull'arte islamica; ha promosso attività espositive; ha contribuito al finanziamento di importanti interventi di restauro su manufatti di cultura islamica e, a Genova, all'istituzione del Corso universitario di Storia dell'Arte islamica e di Storia dell'architettura islamica e alla creazione del "Centro internazionale di ricerca sull'architettura del mondo islamico e del Mediterraneo" presso il Dipartimento di Scienze per l'Architettura (DSA); ha effettuato donazioni di opere d'arte islamica in favore di Istituti museali italiani e ha instaurato, a livello nazionale e internazionale, solidi rapporti di collaborazione scientifica con musei ed enti culturali.



 





A Raffaella Turatti, per il suo coraggioso lavoro di ricerca per la tesi di laurea all’Università di Milano sul Museo Savitsky, chiamato il “Louvre nel deserto”, con l’arte proibita in un’area remota del Karakalpastan, repubblica autonoma nel cuore dell’Asia centrale, dove finirono esiliate le opere degli artisti dissidenti dell’Urss, opere altrimenti condannate all’oscurità.

 

 

 

 


Alla famiglia Brunello e Federica Cucinelli, per il Progetto per la Bellezza che ha portato al restauro, al posto di sei capannoni industriali, di tre parchi nella valle ai piedi dell’antico borgo medioevale di Solomeo che l’imprenditore umbro restaurò nel 1985 per farne la sede della sua azienda pensata con biblioteca, mensa per i dipendenti, scuola dei Mestieri e un teatro Palladiano

 

 

 





All’ammiraglio Vincenzo Melone, Comandante generale del Corpo delle capitanerie di porto - Guardia Costiera, l’organismo che coordina tutti i soccorritori operanti in mare. Sono undicimila uomini e donne che hanno come primario obiettivo la salvaguardia della vita umana in mare, come da Convenzione di Amburgo (1978).

 

 

 

 

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